Corsi di formazione per i servizi ai migranti


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Nell'ambito del progetto “Giovani, donne e migranti: percorsi di inclusione sociale ed economica in Tunisia” (Pinsec), finanziato dall'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), il Centro per l'Informazione e Educazione allo Sviluppo "CIES" e l'Unione tunisina solidarietà sociale "UTSS" hanno organizzato due corsi di formazione.

Il primo mira alla formazione di operatori e mediatori linguistici interculturali (MLC). Il secondo ha invece come obiettivo la formazione di animatori tra gli operatori sociali delle organizzazioni della società civile (CSO). Questi workshop si sono svolti dal 23 aprile al 4 maggio presso la Seniors Fire House Sadok Idriss, Gammarth, Tunisi.

Lo scopo dei seminari di mediazione linguistica e interculturale è stato quello di:

Aggiornare le competenze delle istituzioni e delle associazioni tunisine che si occupano di migrazione;

Facilitare l’inserimento dei migranti nel tessuto sociale tunisino attraverso la condivisione dell’esperienza di migrazione;

Rafforzare la rete tra le associazioni della società civile tunisina che si occupano di assistenza ai migranti;

Assistere i mediatori attraverso un percorso completo di accompagnamento, formazione e orientamento.

   

Ai corsi di formazione hanno partecipato organismi statali nazionali come l'Osservatorio nazionale sulla migrazione, l'Osservatorio nazionale della gioventù, l'Ufficio nazionale per l'occupazione e il lavoro indipendente e l'Ufficio Tunisini all'estero. Erano inoltre presenti alcuni organismi internazionali tra cui: l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), l'Ufficio dell'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHCHR) e l'Ufficio francese per l'immigrazione e l'integrazione (OFII), oltre che ONG internazionali come Terre d'Asile.

Il corso è stato altresì condotto da formatori esperti internazionali provenienti dal Marocco, dall’Italia, dall’Iraq e dall’Egitto. In questo modo i partecipanti hanno avuto l’occasione di venire a contatto con esperienze lavorative accumulate in diversi contesti e arricchire cosi il loro percorso formativo.

È un’occasione di apprendimento per tutti. Sia per noi operatori formatori, sia per quelli che saranno formati”, ha detto Alessia Romeo, esperta operatrice italiana per l’ONG CIES. “La delicatezza del tema della migrazione richiede preparazione e condivisione di esperienza. Proprio quello che intende offrire questo corso”, ha sottolineato Fatma, una mediatrice tunisina partecipante al seminario di formazione.

Il progetto PINSEC, frutto della collaborazione tra l’ONG CIES e l’AICS, che finanzia il progetto con 1,194,223,50 €, è stato ufficialmente inaugurato lo scorso febbraio 2018 ed avrà una durata prevista di tre anni. L’iniziativa si pone degli obiettivi molto concreti: aiutare 200 ragazze e ragazzi tunisini e 100 migranti a trovare un lavoro, migliorare l’aggiornamento professionale di 30 operatori delle organizzazioni della società civile, oltre che di 10 istituzioni locali, ed infine creare un Hub di accompagnamento alla creazione di impiego/informazione per 2500 utenti per  fornire  servizi di accoglienza, d’integrazione, d’inserimento professionale e di mediazione linguistico - culturale per 1000 migranti.

Per l’AICS questo progetto riveste dunque un’importanza particolare poiché, non solo sarà complementare alle precedenti azioni intraprese e finanziate nel settore dello sviluppo economico, ma toccherà la tematica della migrazione, entrata a far parte delle priorità della cooperazione italiana in Tunisia con la firma del “Memorandum d’intesa per la cooperazione allo sviluppo tra il Governo italiano e il Governo tunisino per il periodo 2017-2020”, firmato il 9 febbraio 2017.

Tale documento sancisce un nuovo impegno dell’Italia per il finanziamento di iniziative nel settore della migrazione. Il progetto e il ruolo dell’AICS si inscrive dunque all’interno della più ampia strategia portata avanti dal Governo italiano in accordo con il Governo tunisino che mira al miglioramento delle condizioni socio-economiche del contesto tunisino per ridurre la diaspora e dare la possibilità ai migranti di ritorno di contribuire allo sviluppo della Tunisia, generando investimenti e ricchezza nel lungo periodo.


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