Inaugurato l'antico Presbiterio di Santa Croce


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Situato nel cuore della Medina di Tunisi, il Presbiterio "Santa Croce", antico convento costruito nel 1662 da una comunità di cristiani trasferitasi a Tunisi, ha subito dei lavori di ristrutturazione e la loro chiusura è stata annunciata nel tardo pomeriggio di martedì, durante una cerimonia ufficiale in presenza del Ministero del Turismo e dell’Artigianato Selma Elloumi Rekik, dell’Ambasciatore italiano a Tunisi Raimondo De Cardona e del sindaco di Tunisi Seifallah Lasram. Trasformato nel "Centro Mediterraneo delle Arti Applicate", l’antico Presbiterio "Santa Croce" è stato rinnovato grazie al finanziamento del Governo italiano di 1,2 milioni di dinari tunisini e in collaborazione con la Municipalità di Tunisi e l’Associazione di Salvaguardia della Medina (ASM Tunisi). In questa occasione, l’Ambasciatore italiano a Tunisi, Raimondo De Cardona, ha riaffermato la solidità dei legami culturali e storici stabiliti tra la Tunisia e l’Italia, aggiungendo che la riabilitazione del Presbiterio si inserisce nel quadro della cooperazione tra i due Paesi in materie di sostegno allo sviluppo locale della città di Tunisi e della partecipazione alla crescita economica e turistica della Tunisia. Da parte sua, il Ministro del Turismo e dell’Artigianato, Selma Elloumi Rekik, ha dichiarato che la valorizzazione del patrimonio architettonico dell’antico Presbiterio e la sua trasformazione in Centro Mediterraneo delle Arti Applicate darà luogo a rinnovati scambi tra le due rive del Mediterraneo nei campi rispettivi della cultura e del turismo. Rekik, in quest’occasione, ha aggiunto di aver fiducia di vedere questo nuovo centro diventare nel tempo uno spazio in grado di offrire importanti opportunità di cooperazione bilaterale con l’Italia e anche multilaterale con l’Europa, grazie ad una partnership tra i settori pubblici e privati per quanto riguarda in particolare gli ambiti della formazione e della promozione delle professioni artistiche. "Questa cooperazione avvantaggerà il settore dell’artigianato e della cultura" ha sottolineato il Ministro, tenendo a segnalare che questo antico luogo di culto avrà un impatto sulla Medina di Tunisi in termini di animazione culturale e di sviluppo di attività economiche e turistiche. Da parte sua, il sindaco di Tunisi,  Seifallah Lasram, ha ricordato come il complesso di Santa Croce sia stato costruito dalla comunità cristiana che viveva a Tunisi, composta essenzialmente da italiani e maltesi, aggiungendo che il restauro del Presbiterio si inserisce nella politica della Municipalità di Tunsi, volta a valorizzare il patrimonio della Medina e la sua storia multiculturale, simbolo di tolleranza e di coabitazione tra le differenti comunità e le differenti confessioni che vivono a Tunisi. La cerimonia è stata inaugurata con una visita guidata del Presbiterio restaurato e con l’esposizione fotografica allestita dal fotografo belga residente a Tunisi, Axel Derriks. Realizzata nel settembre 2017, la mostra fotografica di Axel Derriks valorizza i differenti elementi della struttura e la loro relazione con l’ambiente circostante. Attraverso l’esposizione il fotografo mette in scena il sito di "Sainte Croix" o "Santa Croce" come simbolo del dialogo interculturale. Articolandosi su quattro temi,   "Rinnovamento" ,"Spazio","Medina" e "Campanile", le foto rievocano il restauro del Presbiterio, la sua architettura rigorosa e la sua relazione intrinseca con l’ambiente circostante, la Medina di Tunisi. È stata programmata una presentazione digitale del Presbiterio prima e dopo la fine dei lavori.

 

Con il contributo di TAP-Info

 


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