Il Paese

Nel gennaio 2011, la Tunisia ha vissuto un profondo rivolgimento politico con il collasso del sistema che ha governato questo paese negli ultimi decenni. A seguito di questo avvenimento, nell’autunno dello stesso anno sono state indette le elezioni per l’Assemblea Costituente, i cui lavori si sono conclusi il 26 gennaio 2014 con l’approvazione della nuova Costituzione. In virtù del nuovo testo costituzionale, la Tunisia è divenuta una Repubblica  democratica. A lungo considerata come una storia di successo economico nella regione del Mediterraneo, l’economia di mercato della Tunisia ha attraversato, dall’indipendenza ad oggi, un profondo ammodernamento, diversificando la sua produzione domestica (principalmente dominata dall’agricoltura e dall’estrazione di materie prime) e stimolando al contempo le esportazioni, gli investimenti esteri, il turismo e, in misura minore, l’industria manifatturiera.

Tuttavia, il tasso di crescita degli ultimi due anni, seppur positivo, è ancora troppo basso per innescare uno ciclo virtuoso capace di contenere la disoccupazione giovanile e troppo lontano della media degli anni pre-2011 in cui il paese registrava tassi di crescita del 4 e 5%.

Il contributo italiano

L’Italia fa parte dei principali donatori della Tunisia. L’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS Tunisi), raccogliendo l’eredità della DGCS ha rafforzato l’impegno della Cooperazione italiana attraverso il nuovo Memorandum di Cooperazione per il periodo 2017-2020, firmato il 9 Febbraio 2017 durante la visita ufficiale del Presidente della Repubblica tunisino in Italia per un importo pari a 165,5 milioni di euro, suddivisi in: 100 mln € a Credito d'aiuto; 65,5 mln € a dono.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I settori in cui l’Italia è tradizionalmente presente sono:  sviluppo economico e creazione d’impiego,  sviluppo locale, decentralizzazione, sviluppo sociale, educazione e migrazione. In ambiti di sviluppo economico e del settore privato sono in atto varie iniziative  bilaterali tra cui in particolare una linea di credito a sostegno delle Piccole e Medie Imprese tunisine. Sono inoltre in fase di realizzazione progetti affidati a UNIDO, WFP, UNOPS e CIHEAM-Bari volti a sostenere lo sviluppo dell’imprenditorialità, in particolare nelle regioni più interne del Paese e nelle zone costiere del sud.

In ambito sociale, prosegue l’impegno a favore dell’inclusione delle persone con disabilità con l’approvazione di una nuova iniziativa per sostenere le autorità tunisine nell’applicazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Con IDLO, UNDP ed UNICEF si contribuisce al rafforzamento delle istituzioni pubbliche e della società civile, attraverso l’applicazione e la promozione dei principi di buon governo, di protezione dell’infanzia, di tutela del diritto all’educazione.

Per lo sviluppo locale è in corso di esecuzione un intervento volto al restauro del complesso di Santa Croce, nella Medina di Tunisi, che diventerà un centro per le arti applicate nel Mediterraneo. In seguito alla recente finalizzazione dei negoziati con le autorità tunisine e alla firma di un Accordo intergovernativo, è stato avviato nel 2017 un Programma di Riconversione del Debito di 25 milioni di Euro, per interventi in regioni svantaggiate del Paese. Sono inoltre in corso tre progetti promossi da ONG nei settori dell’inclusione socio-economica e dello sviluppo agricolo e della pesca (COSPE, ARCS e ICU).

Molto attive in Tunisia sono anche le Regioni italiane con cui l’AICS di Tunisi ha instaurato un costante dialogo, anche al fine di valorizzare il contributo che la Cooperazione decentrata può dare in vista del processo di decentramento politico e amministrativo previsto dalla nuova Costituzione tunisina. In quest’ottica, l’AICS e la Regione Sardegna hanno sottoscritto il 7 luglio 2016 la Convenzione per l’esecuzione di un progetto a sostegno dello sviluppo locale in Tunisia. Sempre nell'ambito della cooperazione decentrata finanziata da AICS rientra anche l'iniziativa eseguita dalla Regione Toscana nei Governatorati di Kasserine, Tataouine, Jendouba e Sidi Bouzid nonché il progetto in corso di realizzazione da parte del Comune di Fano nell'ambito della creazione di posti di lavoro e di Piccole e Medie Imprese tunisine.